Analisi sull’impiegabilità di veicoli tipo Alkè in operazioni agricolturali

Arkematica, Analisi sull’impiegabilità di veicoli tipo Alkè in operazioni agricolturali

I veicoli tipo Alkè presentano tre criticità:

  • la prima riguarda la capacità del sistema di accumulo di circa 15 kWh che con la richiesta di potenza considerata di 10 kW, porterebbe ad una autonomia di 1.5 h (probabilmente anche inferiore essendo in genere la capacità energetica nominale di un sistema di accumulo riferita ad una scarica lenta in 4-5 h);
  • la seconda riguarda la massima pendenza superabile dichiarata pari al 27% per un impiego non continuativo. La massima pendenza superabile fornisce indirettamente anche il massimo sforzo di trazione pari quindi al 27% del peso del veicolo, cioè circa 300 kg, valore assai limitato per certe lavorazioni. Se poi per aumentare l’autonomia del veicolo tipo Alkè si aggiungesse una batteria supplementare di circa 500 kg, allora il peso passerebbe da 1200 a 1700 kg e la pendenza massima superabili si ridurrebbe al 19%;
  • la terza criticità è relativa alla struttura del veicolo tipo Alkè caratterizzata da un’altezza libera da terra troppo piccola, dalla sola trazione posteriore e dalla mancanza di sollevatore e di presa di potenza posteriore. Inoltre la posizione del conducente molto in avanti male si presta per il controllo del funzionamento di un attrezzo posteriore.

Soluzione proposta

A partire dalle criticità individuate sembrerebbe più idonea una soluzione che vede il trattore elettrico derivato da un trattore convenzionale di piccola potenza (20-30 CV) a quattro ruote motrici, nel quale viene rimosso il motore, il serbatoio, il radiatore, mentre si mantiene inalterata la trasmissione, il sollevatore e la presa di potenza posteriore e si accoppia il motore elettrico in ingresso alla scatola del cambio originale.

Sapienza - Università di Roma propone di coinvolgere l’officina GEMINIANI e i produttori di motori elettrici LUCCHI di Rimini, nella trasformazione di un trattore Mistral Landini.

Disposizione componenti

Il motore elettrico andrebbe ad occupare il volume della campana della frizione, l’inverter per l’alimentazione del motore sarebbe posizionato nel volume lasciato libero da serbatoio e di conseguenza tutto il volume sotto cofano occupato dal motore diesel e dal radiatore potrebbe essere utilizzato per sistemare il pacco batterie che si verrebbe così a trovare in una posizione comoda per effettuarne l’estrazione dal lato anteriore del trattore.

Sistema di accumulo

La batteria avrebbe una capacità  di circa 40 kWh sufficiente per garantire 4h di autonomia e verrebbe sostituita con una seconda qualora si dovessero raggiungere le 8h di autonomia. Ricorrendo per la batteria alla tecnologia al Litio la capacità  di 40 kWh si ottiene con un volume di circa 200 l ed un peso di circa 400 kg; questo peso, gravante principalmente sull’assale anteriore del trattore, sarebbe superiore al peso dei componenti rimossi (motore, radiatore, serbatoio) ma compatibile con la struttura meccanica di trattori di questa taglia che prevedono la zavorratura anteriore e in alcuni casi il sollevatore anteriore.

Funzionalità

Mantenendo inalterato il retrotreno si disporrebbe di sollevatore e presa di potenza adatti per l’impiego di una vasta gamma di attrezzi agricoli standard, anziché ricorrere ad attrezzi speciali (quelli dei quad) che comportano la trasformazione in elettrico dell’azionamento dell’attrezzo (fresatrice, trincia tutto) attualmente effettuato dal motore diesel dedicato. In altri termini a fronte di un intervento di adattamento importante sul trattore che questa soluzione comporta, si disporrebbe di una macchina in grado di effettuare lavorazioni in maniera equivalente ad una tradizionale, con una autonomia di 4h estendibile ad 8h e con attrezzi di serie.

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